Riflessioni di viaggio

Viaggiare in treno … o no?

 

Ho calcolato che, dovendomi recare 5 giorni su 7 della mia vita al lavoro in treno ormai da 17 anni, vi ho trascorso circa 8.500 ore. Senza contare poi i vari viaggi effettuati nei fine settimana o durante le trasferte di lavoro. Insomma, direi di potermi ritenere un’esperta viaggiatrice su rotaia.

A parte leggere e scrivere, uno dei miei passatempi preferiti è guardare fuori dal finestrino.

“Ma come” – direte- “dopo tutto quel tempo, ancora stai lì a guardare il panorama?”. Sì, perché il mondo là fuori non è mai uguale a se stesso. Le stagioni si alternano.

Ora è un aratro che prepara il campo per la semina ad attrarre la mia attenzione, ora un fagiano che cerca rifugio tra le canne di una roggia, ora un albero che muta colore ai primi freddi e che si riveste di fiori ai primi caldi. E poi -meno romantici- altri scavi, altri sottopassi in costruzione che lasceranno le auto defluire più rapidamente (come sono desueti i passaggi a livello quando si è disimparato ad aspettare).

Ma c’è una cosa che più mi piace fare in treno: osservare gli altri passeggeri. Ultimamente poi non occorre neanche più farlo con discrezione, impegnati tutti come siamo a smanettare sui nostri telefonini, per chattare, giocare, “socializzare”, ma solo a distanza.

Viaggiando in treno si esercita la tolleranza , ma ci sono tipologie di persone che ancora non riesco a digerire.

Eccovene un elenco:

  • il molestatore telefonico. Parla dei fatti suoi al telefono come se si trovasse all’interno di una cabina telefonica. E’ strano come al telefono a nessuno importi più della tutela della propria privacy, ma guai a chiedere a qualcuno perché il giorno prima si sia assentato dall’ufficio.
  • Lo scaccolatore impavido. Eccolo, se ne sta lì a cercare chissà quale tesoro, come se fosse nel bagno di casa sua. Hai voglia a fissarlo con occhi che potrebbero fulminare anche un cartonato. Niente può distoglierlo dalla sua missione. Non rimane che vagare con il pensiero ed immaginarsi a fissare l’ala dell’aereo che mi sta portando su un atollo maldiviano.
  • Il ruminatore compulsivo. Va bene, uno snack ci può anche stare, ma perché non aspettare un altro momento per sgranocchiare le patatine o gettarsi sull’impepata di cozze? Francamente trovo molto fastidioso ed invadente l’essere costretta a respirare le esalazione del cibo del  mio vicino di posto.
  • L’uomo che non conosce l’invenzione del deodorante. E che riesce a rovinarti l’arrivo della bella stagione. L’estate indubbiamente porta con sé anche qualche svantaggio….
  • La ragazza che pensa di essere dall’estetista. Una ritoccatina al trucco è un vezzo passabile, ma addirittura arrivare a farsi la manicure in treno, stendendosi lo smalto ed inondando la carrozza di esalazioni tossiche non è piacevole. Eppure è successo anche questo.
  • L’appassionato di musica che vuole condividere a tutti i costi i suoi gusti musicali, incurante di tutto e di tutti.

 

E per voi, qual è il tipo di viaggiatore che non vorreste mai incontrare in treno?

 

 

 

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