Ungheria

Un’inquietante presenza a Budapest

Non so voi, ma io rimango sempre affascinata dalle statue in bronzo che mi capita di incontrare nei miei viaggi.

Ritraggono spesso personaggi enigmatici  e poco importa che siano persone comuni, eroi locali o figure pressoché sconosciute. Suscitano quel tanto di inquietudine che basta a costringermi a sostare e a scattare più di qualche fotografia.

Cerco così sempre di cogliere una sfumatura, un sopracciglio alzato, un ghigno sardonico, una qualsiasi traccia che mi permetta di carpirne il segreto.

 

A Budapest, di fronte al castello di Vajdhahunyadse nel celebre parco Varosliget, poco distante da Piazza degli Eroi, se ne incontra una davvero spettrale. La statua, opera di Miklòs Ligeti, ritrae un anonimo scrittore in abito da monaco, con il cappuccio calato sul volto, come a volersi proteggere dagli sguardi indagatori dei passanti.

 

 

Anonymous pare scrivesse al tempo di Re Bèla, nel XIII secolo, e fosse un personaggio piuttosto importante,  in quanto fu il primo a registrare la storia delle prime tribù magiare, eppure la fama non lo raggiunse e rimase anonimo.

Narra la leggenda che chiunque tocchi la penna posta nella sua mano destra, ritrovi la vena artistica smarrita oppure possa diventare un grande scrittore.

In molti lo hanno fatto, visto che è l’unico parte scintillante di questa mastodontica statua perfettamente integrata nell’atmosfera un po’ cupa del luogo.

Bè, anch’io ho compiuto il rito … staremo a vedere!

 

Vajdhahunyadse
Il castello di Vajdhahunyadse, che ricorda quello di Dracula

 

Se vuoi conoscere Budapest, leggi il prossimo articolo.

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