Spagna

Playa Es Trenc: tornare a Maiorca solo per lei

Jack London nel lontano 1904 pubblicó un romanzo destinato a diventare celebre in tutto il mondo “Il richiamo della foresta”. Storia di un lupo che dopo anni passati a contatto con l’uomo e le sue brutalità, decide di tornare a vivere tra i suoi simili nella foresta. Forse molti lo ricorderanno con il titolo della trasposizione cinematografica “Zanna Bianca”.

Vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo. Arrivo al punto.

C’é qui sente il richiamo della foresta e chi quello del mare. Eccomi, presente! E proprio per questo motivo dopo neppure un anno sono tornata a Maiorca, che insieme a Minorca, Ibiza e Formentera forma l’arcipelago delle Baleari.

Maiorca non é certamente un’ isola selvaggia, anzi negli ultimi 30 anni é stata letteralmente presa d’assalto da un turismo di massa principalmente nordico. Recandovi a Maiorca sentire parlare più tedesco che spagnolo (o sarebbe meglio dire catalano, in quanto le Baleari costituiscono una comunità autonoma). Maiorca conta meno di un milione di abitanti, mentre durante i mesi estivi, solo in aereo, vi giungono circa 2 milioni di turisti.

Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e la gente del posto scende in piazza per manifestare il suo dissenso. Diversi gruppi di attivisti hanno recentemente organizzato una manifestazione di protesta sotto lo slogan “Fins aquì hem arribat”, che in catalano significa  “ecco come stanno le cose”. I residenti dell’isola  stanno tentando di tutto per rendere consapevole il paese delle conseguenze negative di un turismo sregolato.

Tuttavia, anche in un luogo tanto turistico, si incontrano ancora spiagge incontaminate. E sono fortunatamente ancora tante.

Io ne ho eletta una a favorita ed é il motivo che mi ha fatto tornare qui: la Playa es Trenc, vicino al paesino rurale di Campos, nel sud dell’isola.

La spiaggia é lunga 10 km, un’immensa distesa di finissima sabbia bianca simile a borotalco che si estende da Sa Rapita a Colonia de San Jordi, una delle tante urbanizatión dell’isola.

Non é una spiaggia attrezzata, solo qualche ciringuito (la legge attuale ne vieta l’apertura di nuovi) e poche sdraio. Per resto non cercate docce, moto d’acqua o ristoranti. É una spiaggia per tutti, ossia per quelli con il costume e per quelli senza. Senza nessuna distinzione.

Se volete trovare la parte più selvaggia lasciate la statale che collega Palma a Campos – noleggiare l’auto é pressoché indispensabile – e percorrete la stretta strada che taglia i campi di grano (qui l’agricoltura é ancora la risorsa principale e il paesaggio é idilliaco, un vero paradiso per chi cerca il puro relax in una delle tante fincas della zona).

 

Mulini
I mulini a vento fanno parte del panorama di Maiorca. Alcuni sono stati trasformati in residenze.

 

Finca
Alloggiare in una finca significa immergersi nella vita rurale dell’isola.

 

Questo é ció che vi aspetta al termine del tragitto, nel tratto di spiaggia a Ses Covetes. Il consiglio é quello di arrivare al mattino, perché la spiaggia non é certo sconosciuta. Si posteggia (a pagamento) lungo la strada anche se ho visto che stanno terminando un enorme area per la sosta a circa un km dal mare. Venite attrezzati, perché esiste solo un baretto con gelati e qualche panino. E a meno che non siate ghiotti di poseidonia…

 

Es Trenc
La spiaggia di Es Trenc fa parte del parco naturale omonimo. É uno dei pochi ambienti incontaminati di Maiorca. Per questo una legge ne vieta ogni tipo di intervento umano.

 

E il meglio deve ancora arrivare. spingendosi un pó più a nord, ecco Las Salinas. Qui non c’é altro che sabbia, sole e tanto tanto turchese.

 

Il volo dall’Italia a qui dura solo 1 ora e 20, a volte davvero i Caraibi sono più vicini di quanto si creda.

 

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